La nuova pelle di design di Parigi

Di Marisa Santamaría

Per secoli Parigi si è reinventata come centro dell'arte contemporanea. È un punto di riferimento culturale in tutto il mondo e da qualsiasi angolazione: musica, danza, letteratura, antiquariato e ogni campo creativo immaginabile.


Nel mondo del design seguo da tempo, studiandola e vivendola, l'evoluzione dal XX al XXI secolo. Mentre il ruolo centrale di Milano è indiscusso e Bruxelles, Londra e Copenaghen si sono chiaramente affermate come città del design, la capitale francese rivendica con decisione il proprio posto. Lo dimostrano la nascita del cosiddetto «Collectible Design» alla fiera Art Paris del Grand Palais, il successo del PAD londinese nel Jardin des Tuileries e la recente ascesa di Matter and Shape.

Ma soprattutto, negli ultimi anni, questo cambiamento è stato segnato dalla Paris Design Week, organizzata da sempre sotto l'egida di Maison & Objet, una fiera con trent'anni di storia.

    «In Maison & Objet abbiamo concepito e lanciato la Paris Design Week come un'estensione naturale della fiera. È un dialogo tra design, artigianato e architettura da un lato, e patrimonio e città dall'altro»,

    sottolinea Paula Baulde, responsabile marketing di Maison & Objet – Paris Design Week.


Nelle ultime edizioni della PDW ho visto emergere un nuovo modernismo incentrato sulle forme naturali e sul loro legame con i sensi. Un movimento che cerca di risvegliare i sensi in una nuova era di intimità umana.


Questa metamorfosi parigina non è casuale: risponde a un bisogno globale di riconnettersi con il tangibile. Parigi si posiziona così come epicentro del lusso consapevole e sostenibile, dove i creatori uniscono l'artigianato storico a una visione d'avanguardia e innovativa.


                  Il mio viaggio nel cuore di Parigi attraverso il design e l'architettura


Percorro tre luoghi storici che ho potuto vedere con occhi nuovi attraverso il design contemporaneo. Qui architettura, design e patrimonio si intrecciano e si rivitalizzano grazie a installazioni che ci invitano a interagire con gli spazi e li caricano di un nuovo simbolismo.


                                                                Arco di Trionfo
Jérémy Pradier-Jeauneau
, curatore di design e architettura, ha creato un'esperienza immersiva all'Arco di Trionfo, che abbraccia sia l'interno sia la terrazza di questo celebre monumento ed emblema nazionale. Il Centre des Monuments Nationaux si è affidato allo sguardo peculiare del curatore per l'installazione e la mostra «La Tempête»: una tempesta creativa e interattiva che reinterpreta l'edificio in chiave contemporanea e trasforma i suoi spazi storici in un universo introspettivo. L'esperienza intreccia sculture astratte, installazioni, paesaggi sonori e profumi, in un dialogo materico tra vetro, ceramica e tessuti, con ogni pezzo realizzato in collaborazione con artigiani e designer eccezionali.

La Bastiglia
«La Re-prise de la Bastille» è il titolo dell'installazione creata dagli architetti e designer Claire Renard e Jean-Sébastien Blanc dello Studio 5.5. Questa installazione monumentale circonda la colonna con 196 bandiere realizzate con abiti di seconda mano. Porta con sé un messaggio di impegno per la sostenibilità attraverso il riciclo e un appello al multiculturalismo e all'armonia sociale. Claire Renard e Jean-Sébastien Blanc hanno una lunga esperienza nel ripensare il design contemporaneo e sostengono un manifesto incentrato sui processi di progettazione collettiva e sui messaggi di progresso sociale.
 
Casa Museo di Victor Hugo
Ho avuto l'occasione di parlare con l'interior designer e ceramista Lucas Huillet e con lo storico del profumo e direttore artistico Alexandre Helwani, che hanno presentato Anankè, un'installazione olfattiva immersiva nel cortile interno della Maison de Victor Hugo, in Place des Vosges.

Un menhir monumentale era il fulcro dell'installazione. I designer lo hanno trasformato in un maestoso incensiere, dal quale saliva un fumo profumato con una fragranza ispirata all'incenso neolitico. «Ispirato alla celebre opera Notre-Dame de Paris, il progetto esplora il legame tra architettura, scrittura e memoria attraverso pezzi scultorei e fragranze create in collaborazione con la profumiera Nathalie Lorson», spiega Huillet.
 

 

 

                                                      Nuovi orizzonti creativi


Proseguo la mia intensa passeggiata nel nuovo design di Parigi, tracciando una mappa di nuove visioni e nuovi percorsi creativi. Oltre alle sedi storiche aperte appositamente per la PDW, e tra le centinaia di mostre ed esposizioni in gallerie, musei, fondazioni e showroom, merita una menzione particolare la colossale installazione floreale — composta da letti e altri pezzi d'arredo — collocata al Grand Palais e creata dallo studio Uchronia. All'Hôtel de Rohan, Pierre Renart ha installato una panca scultorea in legno sulla facciata esterna. E all'Hôtel de Sully, gli arredi del designer irlandese Joseph Walsh ci permettono di tracciare un filo comune tra i tre: forme organiche e fluide che si collegano direttamente alla natura in un nuovo modernismo e in un umanesimo creativo.


La mia conclusione è chiara: Parigi si apre davvero a vivere lo spazio abitato come rifugio emotivo, consolidando il proprio ruolo non solo di vetrina delle tendenze future, ma di essenza urbana che definisce un nuovo umanesimo creativo e orizzonti più ampi.